Il vero viaggiatore sa che il viaggio è importante quanto la meta. Anzi spesso di più, perché esso è movimento, trasformazione, conoscenza. Tuttavia egli, raggiunta la meta, sa come goderla; la vive, e poi, quando vuole, riparte verso un'altra destinazione.

venerdì 3 febbraio 2012

06-07/08/2011: da Touet-sur-Var al Col de Turini (6° e 7° giorno: Provenza in bici e camper - Francia)


(25 km di salita - 1244 metri di dislivello)

Per chi cerca le emozioni forti, i luoghi selvaggi e l’avventura, per chi ama la pace ed il silenzio dei piccoli borghi antichi, per chi si commuove davanti alla semplice bellezza della natura, l'Alta Provenza e le Alpi Marittime sono quanto di meglio si possa trovare. No, non sono pagata dall’Ente Turismo francese per fare propaganda al loro territorio; il mio entusiasmo è genuino e nasce dall’amore che nutro per quei luoghi naturali e artistici rimasti intatti nel corso del tempo o ben conservati e valorizzati dall'uomo. E questa regione ne è ricca. Davvero un peccato che questo sia, per noi, il penultimo giorno di vacanza.

Lasciata Touet-sur-Var, seguiamo la D6202 in direzione Nizza. La strada e la ferrovia a scartamento ridotto della linea Nizza-Digne costeggiano il Var per tutta la sua lunghezza, quasi identificandosi con le sue anse e i suoi meandri; attraversano le strette gole del Défilé du Chaudan e si infilano all'interno di numerose gallerie. Percorsi 24 km, arriviamo a Plan du Var e all'incrocio con la strada delle Gorges du Vesubie, affluente del Var, che scende tumultuoso e veloce in una valle chiusa da gole profonde, cupe e inquietanti. Imbocchiamo, quindi, la D2565 che s'insinua tra passaggi strettissimi ed alte pareti verticali per circa 20 km, fino a Lantosque, dove la valle si apre e s'illumina di luce e di colori. Ancora un paio di chilometri e, dopo aver deviato sulla D70 alla nostra destra, abbandoniamo il fondovalle, per salire in modo deciso verso La Bollène-Vesubie. La strada entra nel bosco e s'inerpica tortuosamente per 12 km fino al Col de Turini. Incredibile! Siamo a meno di 50 km da Nizza eppure i paesaggi sono quelli tipici dell'alta montagna, con boschi, pinete e cime che superano i 3.000 metri.


E' ormai sera quando arriviamo al colle e l'idea di passare la notte qui è allettante. Domani mattina, con calma, scenderemo a Sospel. Infatti vorrei scalare in bici il versante occidentale del Col de Turini, visto che è quello che m’incuriosisce di più. 
Detto fatto. Il giorno seguente, parcheggiato il camper nell'apposita area della vivace cittadina, scarichiamo le bici e partiamo alla conquista dell'ultimo colle di questa vacanza. 
Meravigliosi i tornanti, il verde della vegetazione, il torrente che scorre in fondo, alla nostra destra, il canto degli uccellini, la pace che si respira qui. Ambiente ideale per costruirvi un santuario in posizione ardita e panoramica, superato il quale raggiungiamo, dopo pochi chilometri, il borgo silenzioso di Moulinet. Salita lunga e dolcissima, con pendenza costante. Altri tornanti ed entriamo in una fitta foresta di abeti. Il tempo si è un po’ guastato e, proprio nel momento in cui scolliniamo, dopo 25 km, inizia a piovigginare, ma sono soltanto quattro gocce d’acqua che non bagnano neppure l’asfalto. 
Comunque qui non c'è nulla di particolare da fare o da vedere, a parte un bel micione dal pelo fulvo che se la dorme della grossa, tutto acciambellato su un vecchio sidecar, completamente indifferente alla gente che gli gira attorno. 


Ritorniamo a Sospel, facciamo un giretto tra i bei vicoletti del villaggio e troviamo una piccola gelateria. La commessa non ha fretta di servirci, è assorta in tutt’altre faccende e, anche quando si avvicina al banco, si perde con lo sguardo oltre le nostre teste e quelle di coloro che stanno in coda dietro di noi. Divertente … e noi ci adattiamo volentieri ai tempi e ai modi della gente del posto. Siamo o non siamo in vacanza? Ma non tutti la pensano alla stessa maniera, soprattutto chi è abituato a correre dietro al tempo ogni giorno dell’anno e non concepisce un modo diverso di vivere. Finalmente gli occhi della dolce fanciulla si posano anche sui nostri visi in trepida attesa e poco dopo la nostra impellente voglia di gelato viene soddisfatta.
Purtroppo per noi, invece, il tempo scorre inesorabile come il fiume verso il mare e la nostra avventura sta per giungere alla sua conclusione. Caricate le bici sul camper, rinfrescati e ritemprati da una salutare doccia, salutiamo Sospel e ci avviamo verso casa. Valichiamo il Col du Perus e il Col de Brouis, ci immettiamo sulla E74 nei pressi di Breil sur Roja e dopo 22 km siamo ai piedi dell'antico borgo medievale di Saorge. 


Non possiamo esimerci dal fare una sosta per visitare questo piccolo gioiello disposto ad anfiteatro e abbarbicato sopra le gole del fiume Roya. Lasciamo il camper nei pressi della stazione ferroviaria di Fontan e saliamo a piedi fino al villaggio: cercare un parcheggio e fare manovre con il bestione potrebbe rivelarsi un'impresa ardua e complicata. Vale la pena fare una passeggiata di due chilometri e mezzo lungo la strada che sale sulla bella montagna, ricoperta dalla profumata e fiorita vegetazione mediterranea. Questo luogo è un incanto: case del XV° secolo che raggiungono anche i dieci piani, vicoli stretti, lavatoi, ponticelli che collegano le case, una bella piazza con una cattedrale barocca e splendidi palazzi con portici in pietra, le cui facciate sono dipinte di giallo e rosso alla maniera ligure. Proseguendo oltre il paese, tra ulivi e castagni, giungiamo ad un belvedere naturale dove sorge un antico monastero in posizione panoramica sulla Val Roya. Strano che un posto così incantevole, in piena estate, non sia invaso dalle solite orde di turisti. Eppure siamo soltanto a 42 chilometri da Menton e dalla Costa Azzurra. Beh, meglio così, almeno siamo riusciti a cogliere con calma tutto lo splendore di questo luogo. Ma adesso è giunta l’ora di riprendere la via di casa. Ritorniamo con un po’ di malinconia al camper e ci avviamo verso il Col di Tenda. Qualche minuto di attesa all’ingresso del traforo (gratuito) e dopo 8 km siamo in Italia. Si ritorna alla quotidianità, all'afa estiva del paese in cui vivo; so già che rimpiangerò gli splendidi giorni appena trascorsi. E, mentre la strada scorre veloce davanti a me, ripenso a tutte le emozioni che mi hanno fatto vibrare in questa fantastica avventura. Ogni viaggio, breve o lungo che sia, porta in sé qualcosa di nuovo e di speciale, che ci appartiene. Ogni viaggio cela una magia inaspettata. C’è sempre qualcosa da scoprire .. ci saranno nuove emozioni da vivere.

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