Il vero viaggiatore sa che il viaggio è importante quanto la meta. Anzi spesso di più, perché esso è movimento, trasformazione, conoscenza. Tuttavia egli, raggiunta la meta, sa come goderla; la vive, e poi, quando vuole, riparte verso un'altra destinazione.

mercoledì 25 settembre 2013

29/06/2013: anello PASSO DELLA BORCOLA da Posina e PASSO PIAN DELLE FUGAZZE da Rovereto, in bici da corsa (Vicenza – Veneto)



(70 km – 1870 metri di dislivello – 34 km di salita)

3° week-end nel vicentino – 1° giorno

Come sempre, per guadagnare qualche ora di tempo, partiamo venerdì sera. Raggiungere Posina da Grumello è facile e veloce. Dopo aver percorso la A4, nei pressi di Vicenza deviamo sulla A31 e la percorriamo fino alla fine, uscendo al casello di Piovene Rocchette. Seguiamo, poi, le indicazioni per Arsiero, ignorando la SP 349 per Asiago e transitando, invece, per il comune di Cogollo del Cengio. 
Continuiamo, quindi, sulla SP  80  ed evitiamo la SP 78 per Valdastico. La strada comincia a salire e, poco più avanti, al bivio, giriamo ancora a sinistra e ci immettiamo sulla SP 81 per Posina, anziché procedere sulla SP 83 per Tonezza del Cimone. 
Risalendo la Valposina per 10 km, in circa due ore e mezza siamo a destinazione. 
A Posina non troviamo subito l’area camper. Pare si trovi nei pressi del Bar Tre Garofani, in Via Macello, ma quando arriviamo è buio e non riusciamo ad individuarla, perciò parcheggiamo di fronte al caseificio, pochi metri dopo il bivio, sulla strada per il Passo di Xomo.
Inconfondibile il raglio dell’asino a darci la sveglia stamani. Nessun altro suono ha, tuttavia, disturbato il nostro sonno in questo piccolo paese, nemmeno le campane del vicino campanile. Che cielo strano, però, sembra lattiginoso. Il nostro animo invece è gaio e la voglia di mettersi in sella ai massimi livelli. Alè, si parte e subito in salita.
Il Passo della Borcola, posto a 1.207 metri di quota, mette in comunicazione la Val Posina, nella provincia di Vicenza, con la Val Terragnolo e, quindi, con Rovereto, nella provincia di Trento.  Dista da qui 9 km e mezzo. 
Nei primi 5 km le pendenze sono blande. Il dislivello di 667 metri è in gran parte concentrato negli ultimi 4-5 km, dove una serie di 19 bellissimi tornanti permettono di risalire più agevolmente la testata della valle. Le pendenze si aggirano intorno al 10%, con tratti al 13-14%. 
Pedaliamo in completa solitudine, nella pace più assoluta e in un paesaggio davvero suggestivo. Questo luogo, dall’aspetto selvaggio, sembra abbandonato a se stesso.
L’arrivo al Passo è annunciato dal suono dei campanacci prodotto dalle mucche che pascolano sui prati scoscesi. Un breve falsopiano, la Malga Borcola ed ecco la discesa che in 22 km conduce a Rovereto. Scendiamo inizialmente a scale, alternando tratti ripidi a tratti più dolci. C’inoltriamo, quindi, nella rigogliosa Val Terragnolo, penetrando un fitto bosco e attraversando piccole borgate. 
Poi la strada taglia trasversalmente il fianco della montagna, degradando dolcemente verso il fondovalle. 
Arrivati al bivio per Vicenza e Noriglio, giriamo a sinistra e scendiamo una ripida e bella strada, asfaltata di fresco, che si incrocia con la statale 46. Siamo a circa 3 km da Rovereto, ma noi andiamo nella direzione opposta, risalendo la Vallarsa per 22 km. 
Se prima la strada era in discesa, con qualche morbido saliscendi, ora, al contrario, è in salita, con qualche lieve contropendenza. La strada corre alta sulla valle e, a parte il tratto iniziale un po’ stretto, è ampia e in buono stato. Il traffico scarso. Rari i ciclisti. Soltanto qualche cugino motociclista, discreto e poco rumoroso. 
Là, in basso, scorre il torrente Leno, nascosto dal fitto della vegetazione, mentre, sul versante opposto a quello che stiamo percorrendo, in posizione ardita e quasi incastrato nella roccia, sorge l’eremo di S. Colombano. 
Poco più avanti, costeggiamo il lago artificiale di Spèccheri, mentre all’orizzonte, si staglia la catena montuosa, frastagliata ed un po' innevata, delle Piccole Dolomiti, che con la sua forma ad anfiteatro naturale, chiude questa splendida valle. Scolliniamo a Pian delle Fugazze (1.163 metri s.l.m.), dopo aver attraversato di nuovo un fitto e splendido bosco. 
Scendiamo, quindi, dall’altro versante, affrontando per 3 km una serie di tornanti, fino al bivio per il Passo di Xomo, che troviamo alla nostra sinistra. Ancora 5 bellissimi e panoramici chilometri in leggera salita, ad eccezione dei primi 6-700 metri un po’ più ripidi, per raggiungere il colle ed altri 6,5 km di discesa contorta, tra prati e boschi, per arrivare a Posina. Anche oggi abbiamo percorso un anello di circa 70 km e 1780 metri di dislivello, in un contesto ambientale incontaminato e selvaggio, dove l’opera discreta dell’uomo si integra perfettamente con il paesaggio circostante. 
Non sempre ci rendiamo conto dell’immensa fortuna che abbiamo, noi italiani, di poter disporre di un simile patrimonio naturale. Ma forse è meglio così. Lasciamo questi luoghi ai pochi che ancora li sanno rispettare ed apprezzare.










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