Alla
fine, per non farmi mancare nulla, ho scaricato da Internet 34 itinerari in
bici. Avrò esagerato per una sola settimana di vacanza in Alsazia? Beh, melius
est abundare quam deficere, così potrò disporre di un’ampia scelta di
percorsi.
Perché
l’Alsazia?
“Semplicemente per la magia che si crea in queste terre. Percorrere
la Strada del vino ti catapulta in un mondo incantato, dove i fiori vivono in
simbiosi con l'uomo, dove le cicogne nidificano sui tetti delle case e delle
chiese …”. Già questa breve descrizione dava la sensazione si trattasse di un
luogo particolarmente romantico, stuzzicando ancor più la mia curiosità. Come San Tommaso, dovevo metterci il naso.
23/08/2013: Venerdì
Ore
15,00, partiamo per Strasburgo, immettendoci sulla A4 per Milano, deviando, poi,
sulla A8 per Varese ed, infine, imboccando la A9 per Chiasso. Alla dogana
svizzera, un funzionario ci indirizza verso una ragazza che vende la vignette
ad € 35,00, senza la quale non è possibile viaggiare sulle autostrade
elvetiche. Proseguiamo per Bellinzona sulla A2, sorbendoci pazientemente l’interminabile
coda di auto e TIR in attesa lungo la strada che precede il tunnel del San
Gottardo, gratuito e lungo 17 km. Lo attraversiamo in circa mezz’ora e, quindi,
continuiamo per Lucerna, Basilea e Mulhouse, dove ci fermiamo per la sosta
notturna in autogrill, dopo aver percorso 430 km.
24/08/2013: Sabato
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Strasburgo |
Camminiamo per ore, senza mai stancarci. C’è sempre qualche angolo
caratteristico da scoprire ed è rilassante passeggiare sull’argine del fiume o
lungo le antiche vie lastricate, fiancheggiate da case a graticcio dai balconi
fioriti. Ci soffermiamo ad osservare le vetrine accattivanti di luminose pasticcerie,
attraversiamo ponti sui canali, piazzette disseminate di tavolini all’ombra di
vecchi platani.
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Strasburgo |
25/08/2013: Domenica
Con
un cielo tanto cupo, come posso sperare che non piova? No problem. Ho sempre
pronta un’alternativa quando il giro in bici salta a causa del maltempo. Si va
ad esplorare l’estremo nord dell’Alsazia in camper. Usciamo da Strasburgo e prendiamo
l’Autostrada A35, che percorriamo per un breve tratto, deviando, poi, sulla A
351 ed, infine, sulla D1004 (le autostrade in Alsazia sono gratuite).
Attraversiamo vaste distese coltivate, soprattutto a mais, e facciamo una sosta
per sgranchirci le gambe nel grazioso villaggio di Marmoutier (parcheggio: GPS: N48.692350, E007.383530), con le sue case a
graticcio che si affacciano sulla via principale.
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Maisons troglodytes o maisons des rochers |
Proseguiamo, quindi, sulla D178 e, poi, sulla D7, tra immense foreste che
ricoprono i versanti delle montagne. Siamo nel Parco Naturale Regionale dei
Vosgi del Nord, al quale l’UNESCO ha attribuito il raro titolo di Riserva
Mondiale della Biosfera. Il parco è solcato da 1650 km di sentieri segnati, che
consentono escursioni sia a piedi che in bicicletta. Ancora sulla D6 e, quindi,
sulla D28 per Ingwiller, fino a Niederbronm les-Bains, dove cerchiamo, invano,
un parcheggio.
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Wissembourg |
Perciò abbandoniamo la nostra idea e procediamo sulla
D27, fermandoci a Wissembourg (parcheggio in Place de la Foire - GPS: N49.037600, E007.948670) bel paesotto, con grandi case dai tetti
altissimi e spioventi, una bella cattedrale, canali, ponti e fiori in ogni
angolo. A parte qualche turista e quattro auto, non c’è in giro un’anima.
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Tarte flambeé |
Ci
lasciamo tentare. E così, seduti ad un tavolino sulla riva fiorita di un
piccolo canale, ci gustiamo questa ghiottoneria. Da leccarsi i baffi!
Ritorniamo al camper appena in tempo per evitare un forte acquazzone. Sotto una
pioggia torrenziale, cerchiamo la D3 per Lautersbourg e, poi, seguiamo la D468
per Seltz e Sessenheim, paesino lindo e curato, dove ci fermiamo per passare la
notte nel parcheggio dell’Ufficio postale (è domenica e non c'è nessuno. Domani mattina partiremo presto). Anche qui, come del resto in tutta
l’Alsazia, la maggior parte delle abitazioni ha il giardinetto privo di
recinzione e le finestre al piano terra senza inferriate. O da queste parti la
delinquenza non esiste oppure hanno tutti degli efficientissimi sistemi
d’allarme.
Wissembourg
Wissembourg
26/08/2013 Lunedì
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Haguenau |
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Parlamento Europeo - Strasburgo |
Lasciamo alle nostre spalle Dalhunden, Drusenheim, Offendorf, Gambsheim, La Wantzenau e Robertsau, giungendo, prima,
alla periferia di Strasburgo e, poco dopo, nei pressi del Parlamento Europeo;
un groviglio di strade che salgono, scendono, s’intersecano tra di loro.
Temendo di infognarsi con il camper, Marco, con destrezza, riesce
a far dietro front e, seguendo le indicazioni per la A350, ci infiliamo in
autostrada.
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Obernai |
Sulla Strada del vino |
Vigneti a perdita d’occhio
e paesi da fiaba dal sapore antico, uno più incantevole dell’altro. Essendo i
villaggi un centinaio, non è possibile visitarli tutti. Ci fermiamo soltanto
in quelli ritenuti più interessanti dalle guide. Di certo non possiamo perderci
Riquewihir. Il parcheggio per i camper è posto poco prima dell’antica porta
d’accesso al magnifico borgo (Avenue Jacques Preiss - GPS: N48.166080, E007.301750 - Tariffa 2019: € 8 dalle 18 alle 7 e € 10 ogni 3 ore, durante il giorno).
C’è anche il camper service. Dopo cena, c’incamminiamo sulla via lastricata che
s’inerpica, per circa un chilometro, tra colorate e splendide case a graticcio,
fino ad un’altra porta posta all’estremità opposta. Dalla strada principale dipartono tante piccole vie che offrono scorci meravigliosi.
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Riquewihir |
Riquewihir
Riquewihir
27/08/2013: Martedì
Poco
dopo l’alba esco furtivamente dal camper e mi avvio lungo le stradine deserte
di Riquevihir con l’intenzione di scattare qualche fotografia prima dell’arrivo
della folla di turisti. Non avevo però previsto il via vai di camion e furgoni
per la consegna delle merci. Che
disdetta! Non ci credo! Si piazzano proprio davanti ai posti migliori ed
ecco le inquadrature più belle rovinate. Mi sono alzata presto per niente!
Aspetto circa un’ora, ma la situazione non cambia di molto; con le pive nel sacco, ritorno al parcheggio.
Riquewihir
Riquewihir
Riquewihir
Riquewihir
Riquewihir
Riquewihir
RiquewihirRiquewihir
Riquewihir
Riquewihir
Riquewihir
Riquewihir
Tra l’altro il cielo è bigio, che di più non si può. Anche
oggi, tanto per cambiare, niente bici. Con un tempo così non ci resta che
visitare Colmar, che dista soltanto una decina di chilometri. Seguendo le
indicazioni per il centro e poi per la Mairie, troviamo un parcheggio per i
camper (€ 3 per 2 ore). Non facciamo in tempo a pagare, che un ragazzo ci
consegna un volantino con la location di un’area camper poco distante, in Rue
du Canal n. 6, per € 15 al giorno, con servizi, lavatrice, ecc. (GPS: N48.080170, E007.375800). Beh, noi non abbiamo intenzione di restare in questa città a
lungo.
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Colmar |
Ci dirigiamo, pertanto, verso
Eguisheim, che, oltre ad essere uno dei villaggi più belli di Francia, è anche
quello più visitato dai francesi. Per raggiungerlo dovremmo ritornare sulla
Route du vin. Noi, invece, ci arriviamo per vie traverse, dopo aver imboccato la
strada sbagliata per uscire da Colmar. Nei pressi del cimitero e degli impianti
sportivi, in Grand' Rue (GPS: N48.041530, E007.309840) c’è un’area per i camper, a 500 metri dal centro.
Eguisheim è davvero un piccolo gioiello. Una stradina pedonale gira attorno al
nucleo principale in tre cerchi concentrici, fiancheggiata da coloratissime
case a graticcio, negozietti, cantine per la vendita e la degustazione dei
famosi vini alsaziani. La fine del nostro girovagare coincide con la chiusura
di tutte le attività. In Alsazia, alle 19, c’è il coprifuoco e, fatta eccezione
per i ristoranti, che rimangono aperti sino alle 21,00, le luci si spengono
ovunque. Così, quelle ridenti e vivaci località che, poche ore prima erano
prese d’assalto da orde di turisti chiassosi, diventano città fantasma. Alcuni
tuoni in lontananza annunciano l’arrivo di un temporale. Il cielo livido è
solcato da un bellissimo arcobaleno. Raggiungiamo il camper proprio nel momento in cui i
primi goccioloni iniziano a bagnare l’asfalto. Cosa ci riserverà il domani?
Eguisheim
Eguisheim
Eguisheim
28/08/2013: Mercoledì
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Munster |
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Turckheim |
29/08/2013: Giovedì.
Anello Grand Ballon da Cernay
(65 km, 1.289 metri di
dislivello, in mountain bike).
Ultimo giorno di vacanza in
Alsazia e finalmente stamattina il cielo è azzurro, seppur non limpidissimo; dopo
una settimana di intemperie, è già un lusso così. La temperatura è gradevole:
20° C sono l’ideale per pedalare anche in altura. Non conoscendo le strade del
posto, opto per la mountain bike, adatta a qualsiasi percorso. Partiamo da
Cernay, dirigendoci verso Uffholtz, distante circa 1 km, paese dal quale inizia
la nostra ascesa. Alla rotonda giriamo a sinistra, seguendo le indicazioni per
le Grand Ballon, la vetta più alta dei Vosgi (1.322 metri alt.) e per la Route
des Crêtes. Quest’ultima è lunga 77 km e collega Cernay a
Sainte-Marie-aux-Mines, snodandosi sulle creste delle montagne, in un paesaggio di pascoli,
laghetti e profonde vallate. Noi,
invece, più o meno a metà strada, devieremo verso Guebwiller e rientreremo a
Cernay, per non allungare il giro oltremisura.
Pendenze blande per i primi
chilometri, asfalto buono e nessun panorama, ma il bosco che ci circonda è
magnifico. Siamo nella foresta di Soultz. Querce, betulle, castagni e abeti
hanno fusti altissimi e immensi. In questo paradiso naturalistico si diramano 12.000
chilometri di sentieri da percorrere sia a piedi che in mountain bike. Piano,
piano, le pendenze si accentuano, rimanendo comprese tra il 9 ed il 12% fino al
Vieil Armand, triste cimitero militare della prima guerra mondiale, con migliaia di croci. Continuiamo in discesa per alcuni chilometri, uscendo
dal bosco, e poi risaliamo di nuovo verso il Col d’Amis (825 m slm). Al bivio,
procediamo dritto per altri 6 km in salita, scollinando, infine, dopo 21 km
complessivi, al Grand Ballon. Il panorama a 360° dovrebbe essere meraviglioso
in una giornata limpida; la vista spazierebbe dalla Foresta Nera, oltre la vallata di Munster,
fino all’altopiano della Lorena.
Tutto sommato è stata una
vacanza piacevole e, nonostante il maltempo, le aspettative non sono state
deluse. Del resto non potevamo disporre di un periodo di ferie diverso e, essendo
le previsioni metereologiche incerte, con il nostro immancabile ottimismo siamo
partiti confidando in un tempo più clemente, ma così non è stato. Non importa: l’Alsazia è una regione che vale comunque la pena visitare. Si scopriranno, tra
l’altro e con sorpresa, luoghi dove è ancora bello vivere.
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