(70 km – 1870 metri di dislivello – 34 km di salita)
3° week-end nel vicentino – 1° giorno
Come sempre, per guadagnare qualche ora di tempo,
partiamo venerdì sera. Raggiungere Posina da Grumello è facile e veloce. Dopo
aver percorso la A4, nei pressi di Vicenza deviamo sulla A31 e la percorriamo
fino alla fine, uscendo al casello di Piovene Rocchette. Seguiamo, poi, le
indicazioni per Arsiero, ignorando la SP 349 per Asiago e transitando, invece,
per il comune di Cogollo del Cengio.
Continuiamo, quindi, sulla SP 80 ed evitiamo la SP 78 per Valdastico. La strada comincia a
salire e, poco più avanti, al bivio, giriamo ancora a sinistra e ci immettiamo
sulla SP 81 per Posina, anziché procedere sulla SP 83 per Tonezza del Cimone.
Risalendo
la Valposina per 10 km, in circa due ore e mezza siamo a destinazione.
A Posina
non troviamo subito l’area camper. Pare si trovi nei pressi del Bar Tre
Garofani, in Via Macello, ma quando arriviamo è buio e non riusciamo ad
individuarla, perciò parcheggiamo di fronte al caseificio, pochi metri dopo il
bivio, sulla strada per il Passo di Xomo.
Inconfondibile il raglio dell’asino a darci la
sveglia stamani. Nessun altro suono ha, tuttavia, disturbato il nostro sonno in
questo piccolo paese, nemmeno le campane del vicino campanile. Che cielo
strano, però, sembra lattiginoso. Il nostro animo invece è gaio e la voglia di
mettersi in sella ai massimi livelli. Alè, si parte e subito in salita.
Nei primi 5
km le pendenze sono blande. Il dislivello di 667 metri è in gran parte
concentrato negli ultimi 4-5 km, dove una serie di 19 bellissimi tornanti
permettono di risalire più agevolmente la testata della valle. Le pendenze si
aggirano intorno al 10%, con tratti al 13-14%.
L’arrivo al Passo è
annunciato dal suono dei campanacci prodotto dalle mucche che pascolano sui
prati scoscesi. Un breve falsopiano, la Malga Borcola ed ecco la discesa che in
22 km conduce a Rovereto. Scendiamo inizialmente a scale, alternando tratti
ripidi a tratti più dolci. C’inoltriamo, quindi, nella rigogliosa Val
Terragnolo, penetrando un fitto bosco e attraversando piccole borgate.
Arrivati al bivio per Vicenza e Noriglio, giriamo a
sinistra e scendiamo una ripida e bella strada, asfaltata di fresco, che si
incrocia con la statale 46. Siamo a circa 3 km da Rovereto, ma noi andiamo nella
direzione opposta, risalendo la Vallarsa per 22 km.
Se prima la strada era in
discesa, con qualche morbido saliscendi, ora, al contrario, è in salita, con
qualche lieve contropendenza. La strada corre alta sulla valle e, a parte il
tratto iniziale un po’ stretto, è ampia e in buono stato. Il traffico scarso.
Rari i ciclisti. Soltanto qualche cugino motociclista, discreto e poco
rumoroso.
Poco più avanti, costeggiamo il lago artificiale di Spèccheri,
mentre all’orizzonte, si staglia la catena montuosa, frastagliata ed un po' innevata,
delle Piccole Dolomiti, che con la sua forma ad anfiteatro naturale, chiude
questa splendida valle. Scolliniamo a Pian delle Fugazze (1.163 metri s.l.m.), dopo aver
attraversato di nuovo un fitto e splendido bosco.
Non sempre ci rendiamo conto dell’immensa fortuna
che abbiamo, noi italiani, di poter disporre di un simile patrimonio naturale.
Ma forse è meglio così. Lasciamo questi luoghi ai pochi che ancora li sanno
rispettare ed apprezzare.
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