Il vero viaggiatore sa che il viaggio è importante quanto la meta. Anzi spesso di più, perché esso è movimento, trasformazione, conoscenza. Tuttavia egli, raggiunta la meta, sa come goderla; la vive, e poi, quando vuole, riparte verso un'altra destinazione.

mercoledì 18 gennaio 2012

01/08/2011: Col de la Cayolle da Barcelonnette (2326 metri alt.) (2° giorno: alta Provenza in bici e camper - Francia)

(km 60 – 1193 metri dislivello – 27 km di salita - in bici da corsa)

Ieri pomeriggio, al rientro dal Col de la Bonette, ci siamo trasferiti con il camper nell’aria di sosta attrezzata di Barcelonnette (1.130 metri alt.), che dista 8,5 km da Jausiers.
Dopo la lunga ascesa di ieri, per non stancare eccessivamente le gambe, abbiamo pensato di scalare oggi il Colle della Cayolle, risalendo la valle parallela a quella dell'Ubaye. Una salita impegnativa per la lunghezza, 27 km dal bivio (30 km da Barcelonnette), ma gradevole, con pendenze modeste, tranne gli ultimi 9 km un po' più duretti, ma non troppo.
Dopo l'abitato di Barcelonnette, percorrendo un falsopiano lungo la D 902 e seguendo le indicazioni per la "Route des Grandes Halpes", raggiungiamo il bivio per il Col della Cayolle. La strada sale dolcemente sino ad Uvernet. Superiamo il ponte sul torrente ed entriamo nelle meravigliose gole del Bachelard, un affluente dell’Ubaye. Che spettacolo! Adoro pedalare nelle gole o gorges, come le chiamano qui, lungo questa strada stretta e tortuosa. Attraversiamo ponti e torrenti, spostandoci continuamente da una parte all'altra della vallata.

Le gole finiscono dove la valle comincia ad aprirsi. Dopo alcuni falsopiani, alternati a brevi strappetti, giungiamo al piccolo borgo di Saint Laurent; null'altro che un pugno di case ed un grazioso ristorantino. La strada si insinua adesso in una fresca pineta; superiamo una bella cascata e raggiungiamo la testa della valle, in località Bayasse. Attraversiamo di nuovo il torrente e affrontiamo alcuni tornanti, non particolarmente aspri, se non fosse per il forte vento contrario che aumenta la difficoltà. Altri ponti, altre cascate. ll panorama è molto vario e non annoia mai. Un cartello ci informa che siamo entrati nel Parco Naturale del Mercantour. Ecco l’immancabile marmottona cicciottella. Quanto vorrei prenderla tra le braccia e accarezzarne il pelo morbido! Impresa impossibile, al minimo rumore fuggono e spariscono nelle loro tane. Il paesaggio diventa via via più brullo e il vento soffia sempre più forte. Gli ultimi tre chilometri sembrano eterni. Comincio a soffrire. La strada disegna ampi tornanti; ecco l’ultimo cippo, mancano soltanto 600 metri al Colle. Che fatica! Finalmente scolliniamo. Una coppia di motociclisti si congratula con noi, il vento impetuoso ha reso la vita difficile pure a loro. Alzo un sopracciglio, è senz'altro una battuta. 

In questo luogo desolato e spoglio non c'è alcuna possibilità di ristoro. Avevamo incontrato il rifugio Cayolle un chilometro prima di scollinare, ma qui non esiste nulla di nulla, oltre alla pietra miliare che indica l’arrivo al colle. Perciò facciamo subito dietro front e ci lanciamo nella lunga discesa verso Barcelonnette. Vivace e colorata cittadina di giorno, di sera, una volta chiusi i negozietti e ritirati i tavolini dei bar, si trasforma in un villaggio fantasma. Per quanto ci riguarda, l’avventura continua e, visto che non c’è il due senza il tre, domani si va all'attacco del Col d’Allos, nella valle parallela a quella percorsa oggi.

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