Il vero viaggiatore sa che il viaggio è importante quanto la meta. Anzi spesso di più, perché esso è movimento, trasformazione, conoscenza. Tuttavia egli, raggiunta la meta, sa come goderla; la vive, e poi, quando vuole, riparte verso un'altra destinazione.

venerdì 20 gennaio 2012

02/08/2011: Col d’Allos da Barcelonnette (2250 metri alt.) (3° giorno: Alta Provenza in bici e camper - Francia)

(km 40 – 1050 metri di dislivello – 19 km di salita - in bici da corsa)

Il Col d'Allos mette in comunicazione la valle dell'Ubaye, a nord,con l'Alta Valle del Verdon, a sud. Da inizio luglio a fine agosto, tutti i venerdì, dalle 8 alle 11, la D 908 per il colle è riservata soltanto ai ciclisti, ma oggi è martedì, quindi dovremo condividerla anche con i mezzi motorizzati. Partiamo da Barcelonnette e seguiamo la medesima strada percorsa ieri, ma, al bivio segnalato da una scultura raffigurante un’enorme bicicletta, deviamo a destra, lasciando a sinistra la strada per il Col de la Cayolle. Imbocchiamo la D 908, evitando l’indicazione a destra per Praloup. Attraversiamo un ponte sul torrente e saliamo lungo il fianco della montagna esposto ad ovest. La strada si restringe e si snoda tortuosa, in mezzo al verde, con una pendenza costante. E’ una bella salita, non troppo impegnativa, ma neppure troppo dolce; insomma, di quelle che ti consentono di respirare e di godere il panorama, che è, a dir poco, entusiasmante, con scorci davvero incantevoli.
Il traffico, per fortuna, è scarso e gli automobilisti gentili. Qualcuno si sporge dal finestrino e grida un “Bonjour et bon courage!”, come si usa qui, strappandomi un sorriso. Pochi chilometri prima di scollinare, superiamo una coppia che, con due bici robuste e appesantite da enormi borsoni, arranca lentamente e con evidente fatica sotto il sole cocente. A volte viene anche a me la tentazione di provare una simile esperienza, ma non vorrei fare una vacanza del genere con il tempo contato e l’ansia di dover ritornare al lavoro dopo un tot numero di giorni, visto che non mi sono concesse più di due settimane consecutive di ferie. Secondo me, queste esperienze o si fanno avendo a disposizione tutto il tempo necessario per viaggiare con calma, fermandosi a visitare i luoghi attraversati e senza dover necessariamente pedalare con qualsiasi intemperia per mantenere fede alle tappe prestabilite, o non si fanno, perché rischiano di diventare dei tours de force stressanti. E così, tra una riflessione e l’altra, scolliniamo. Qui c’è un bel rifugio, con tanto di tavoli e panche di legno all'esterno. E' una bellissima giornata, il cielo splende alto nel cielo azzurro e terso. Nonostante i 2250 metri di quota, la temperatura è gradevole; così ce la prendiamo con comodo. Le gambe cominciano ad essere affaticate e reclamano un po’ di riposo. Non sono abituata a pedalare tre giorni consecutivi e soprattutto ad affrontare ogni volta salite così lunghe. Perciò domani sarà una giornata esclusivamente di trasferta. Continueremo a percorrere la Route des Grands Alps, ma con il camper e ci dirigeremo verso Sud.

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