Il vero viaggiatore sa che il viaggio è importante quanto la meta. Anzi spesso di più, perché esso è movimento, trasformazione, conoscenza. Tuttavia egli, raggiunta la meta, sa come goderla; la vive, e poi, quando vuole, riparte verso un'altra destinazione.

martedì 25 aprile 2017

27-31/03/2017: APPENNINO PARMENSE, in camper e bici

Area camper di Berceto
Solleticata, da un amico “virtuale”, la mia curiosità intorno alle colline parmensi, una zona che non conosco, propongo a Marco una fuga di qualche giorno (al momento di più non si può) per andarle ad esplorare, ovviamente in bici, il mezzo meccanico ideale per godere al meglio i luoghi e la natura. La logistica comporta la ricerca di aree camper situate in punti strategici, dai quali poter partire agevolmente per le nostre escursioni a due ruote. Essendo la provincia parmense amica del turismo itinerante, non mi è difficile individuare alcune località idonee allo scopo. La prima tappa è prevista a Berceto, che offre una bella area attrezzata e gratuita in Via San Francesco da Sales (si paga soltanto 5 euro al giorno per l'allaccio alla corrente, presso l'edicola in paese). Così, pieni di aspettative, partiamo da casa nel pomeriggio e siamo a destinazione giusto in tempo per contemplare un magnifico tramonto.




28/03/2017: VAL BAGANZA - PASSO DEL SILLARA - VAL PARMA 
Anello Berceto - Passo del Sillara – Bosco - Corniglio – Curatico – Signatico – Calestano – Berceto
(85 km – 1.851 metri di dislivello+ in mountain bike, su asfalto)


Berceto, ore 8: guardo perplessa il termometro che segna 3°C e mi vien da ridere, visto che ho portato con me soltanto l'abbigliamento primaverile ed estivo. Mannaggia, oggi ci sarà da barbellare dal freddo! Per fortuna, una volta attraversata la statale della Cisa ed esser scesi per alcune centinaia di metri, iniziamo subito a salire ed a scaldarci. Seguiamo le indicazioni per Corniglio, imboccando la SP 74 che, in circa 8 km e 450 metri di dislivello+, ci conduce al Passo del Sillara (1200 metri slm), il valico che collega le valli dei torrenti Parma e Baganza. La natura da queste parti stenta a svegliarsi. Gli alberi sono ancora completamente spogli e gli unici colori che ravvivano l'ambiente sono quelli delle primule, delle violette e dei crocus. 
Scendiamo per 7 km, godendoci lo splendido panorama delle montagne innevate, che si stagliano di fronte a noi. A Marra saliamo di nuovo per 3-4 km e, dopo Bosco, scendiamo sulla SP40 in direzione di Corniglio. Proseguiamo, quindi, sulla SP13 e, poco dopo Vestola, deviamo a sinistra per Curatico. Percorriamo 2 ripidi km asfaltati ed altri 2 sterrati, prima di renderci conto di aver sbagliato strada. Torniamo giù, all'incrocio, e continuiamo ancora un po' sulla SP40, finchè notiamo la strada giusta per Curatico, più ampia della precedente, ma altrettanto ripida, con pendenze che oscillano tra il 9 ed il 13%. Finora il traffico è stato davvero irrilevante. Pedaliamo nella pace e nel silenzio di luoghi poco abitati; per lo più si tratta di fattorie o agriturismi. 
Superiamo le piccole frazioni di Costa Venturina, Signatico, Alpisella, Canesano e, dopo 7 km abbastanza impegnativi, planiamo verso Calestano, passando, pertanto, dalla Valle del Parma a quella del Baganza, torrenti dall'alveo ampio, ma asciutto. Non ci resta che svoltare a sinistra ed affrontare gli ultimi 24 km di dolce salita sulla SP15, che ci innalzerà, dagli attuali 417 metri di quota, agli 852 di Berceto. Completiamo, così, un bel giro ad anello nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, dove non è mancato il magico incontro con una famiglia di cervi. Ci siamo osservati attentamente per un breve istante, dopo di ché le bestiole si sono dileguate nella fitta macchia, senza darci il tempo di fotografarle. E pazienza se i km da 77 sono diventati 85 ed il dislivello è lievitato a 1850 metri, a causa di quello stupido sbaglio di strada: una scusa in più per dar libero sfogo alla voglia infinita di goduriose cibarie, che mi assale verso la fine di ogni giro in bici: tipiche allucinazioni da fame del ciclista!




29/03/2017: TORRECHIARA E MONTECHIARUGOLO (in camper)
In mattinata, con calma, raggiungiamo Torrechiara ed il grande parcheggio gratuito per bus, camper ed auto, situato nel piccolo borgo, ai piedi dello scenografico castello. 
Castello di Torrechiara
Tramite una ripida rampa, guadagniamo l'ingresso all'imponente maniero e paghiamo 4 euro a testa per la visita. E' ben conservato e, seppur privo di arredi,  all'interno si possono ammirare bellissimi affreschi. Percorriamo le sue sale e i suoi cortili in lungo e in largo, curiosiamo liberamente in ogni angolo e, sulle torri, ci soffermiamo ad ammirare il paesaggio che da qui si domina: da questa posizione elevata, infatti, si ha una splendida vista su tutta la vallata del Parma e sulle prime propaggini dell'Appennino. Prima di andarcene, passiamo dall'Ufficio Informazioni. Non trovando opuscoli con proposte di itinerari ciclistici nel territorio, mi accontento di una saponetta alla delicata fragranza della famosa Violetta di Parma. Prossima meta: Montechiarugolo. Lasciato il camper nell'ampio parcheggio all'ingresso del piccolo paese, con quattro passi arriviamo davanti al cancello del bel castello, dove scopriamo che, nel mese di marzo, la visita è consentita soltanto durante il fine settimana. Pazienza! E', comunque, un buon posto per trascorrervi la notte.


30/03/2017: SULLE STRADE DEL PROSCIUTTO E DEL PARMIGIANO
Anello Montechiarugolo – Urzano – Capoponte – Lagrimone – Nerviano degli Arduini - Montechiarugolo (Parma)
(76 km – 1007 metri di dislivello+ in mountain bike, su asfalto)


Per la serie “Ciclisti allo sbaraglio in quel di Parma”, partiamo dal castello di Montechiarugolo e, in 6 km pianeggianti, raggiungiamo Traversetolo. Proseguiamo, poi, in falsopiano per altri 13 km sulla SP 98, deviando, quindi, per Urzano. Una volta abbandonato il fondovalle, la strada s'inerpica sulla collina inclinandosi paurosamente, con rettilinei che toccano il 15-16% di pendenza. Continuiamo in direzione di Mozzano e Antreola, sempre leggermente piegati in avanti sul manubrio per evitare che le bici si impennino. Finalmente, dopo 4 interminabili km, scolliniamo ed iniziamo a scendere verso Castelmozzano e Capoponte, zona con la più alta concentrazione di prosciuttifici del parmense. Qui, imbocchiamo la SP665R, seguendo le indicazioni per Tizzano (senza arrivarci) e salendo di nuovo per 5 km poco impegnativi. 
Procediamo, infine, ancora in salita, per Bosco, Cisone, Carpaneto e Antognola, pervenendo, dopo circa 6 km ed un paio di saliscendi, a Lagrimone (713 metri slm). Ci concediamo una sosta per recuperare le energie e, senza fretta, ci avviamo verso Neviano degli Arduini, nota per i suoi caseifici che producono il famoso Parmigiano Reggiano. Rimaniamo più o meno in quota per 5 km, osservando i morbidi rilievi che si estendono intorno a noi, dopo di ché affrontiamo una lunga, panoramica discesa, interrotta da una breve contropendenza poco prima di Neviano. All'incrocio con la SP98 giriamo a sinistra ed in falsopiano torniamo a Montechiarugolo, ripercorrendo la medesima strada dell'andata. 
Le colline parmensi in questo periodo sono splendide. Qua, a quote più basse, la natura si sta risvegliando e gli alberi da frutto, con i loro rami fioriti, regalano un'atmosfera primaverile di rara bellezza. Purtroppo, non aveva nulla di magico e poetico la bisciona che stava attraversando la strada proprio al nostro passaggio. All'urlo disumano, che non ho saputo trattenere alla sua vista, la malcapitata, disorientata, alzando la sua testolina, è scattata velocemente in avanti con quel tipico movimento ondulatorio dei serpenti. Penso di averla spaventata a morte, poverina!
In serata ci trasferiamo a Salsomaggiore Terme, nell'area camper di Via Antonio Gramsci. Nonostante si trovi vicino alla stazione ferroviaria, tutto sommato, è tranquilla.




31/03/2017: PASSO DI PELIZZONE E CASTELLO DI BARDI
Anello Salsomaggiore Terme - Pellegrino Parmense - Passo di Pelizzone - Bardi - Varano Dè Melegari - Pellegrino Parmense - Salsomaggiore Terme
(114 km – 1.895 metri di dislivello+ in mountain bike, su asfalto)


Castello di Pellegrino Parmense
Avendo come meta il castello di Bardi, partiamo da Salsomaggiore Terme seguendo la SP359R, che ci condurrà, dopo 10 km in falsopiano ed altri 4 di salita al 7-9% di pendenza, dapprima al Valico di S. Antonio (650 metri slm) e, poi, con una discesa di 6 km, a Pellegrino Parmense, borgo dominato da un piccolo maniero medievale, che si erge sulla sommità di un dolce rilievo. Quindi, sempre sulla medesima strada, raggiungiamo Bore, percorrendo 17 km in leggera salita ed alcuni saliscendi. All'incrocio, svoltiamo a sinistra e saliamo ancora per 3 km, scollinando al Passo di Pelizzone (1.021 metri slm), dove una lunga discesa di 10 km ci deposita, infine, all'antico nucleo di Bardi, con la sua imponente fortezza arroccata su uno sperone roccioso alla confluenza dei torrenti Noveglia e Ceno. 
Castello di Bardi
Il castello, purtroppo, in questo periodo dell'anno, è aperto soltanto il sabato. Un po' delusi, consumiamo la nostra merenda seduti su una panchina, e, poi, ci avviamo verso Varano Dè Melegari, scendendo 4 km sulla SP28 e percorrendone altri 25 in falsopiano lungo la valle del Ceno, torrente che, poco più avanti, confluirà nel Taro. 
Anche qui il castello Pallavicino è chiuso. Non ci resta che tornare a Pellegrino Parmense, deviando sulla SP 30. I 10 km di dolce salita scorrono veloci sotto le nostre ruote, come pure i successivi 2 in discesa, ma soffriamo una sete bestiale, in quanto le fontanelle sono tutte chiuse. Per fortuna riusciamo a rifornirci d'acqua prima di risalire al Valico di Sant'Antonio ed affrontare gli ultimi 7 km di ascesa al 6-9% di pendenza, al termine dei quali, non ci rimangono che 4 km di discesa ed altri 10 in falsopiano per concludere questo bel giro, su e giù per le colline parmensi. 
Le temperature abbastanza elevate e la mancanza di fontanelle aperte lungo la strada, ci hanno creato, però, qualche difficoltà. Su un percorso di 114 km, siamo riusciti a riempire le borracce solo a Bardi ed a Pellegrino Parmense. 
A questo punto, comunque, non posso esimermi dal fare un elogio agli automobilisti parmensi, sorprendentemente rispettosi dei ciclisti. Tutti, camionisti inclusi, ci sorpassavano ad almeno un metro e mezzo di distanza. 
Castello di Varano dè Melegari
Si sarebbe potuto pensare di essere in Germania o Svizzera, se non fosse stato per le strade dissestate, devastate da profonde crepe sull'asfalto. In ogni caso, il traffico è stato contenuto e abbiamo, per lo più, pedalato in luoghi tranquilli, dove gli unici rumori erano quelli prodotti dalle motoseghe o dai tagliaerba. 
Veder volteggiare nel cielo due bellissimi falchi, a pochi metri di distanza, nei pressi del Passo di Pelizzone, è stata la ciliegina sulla torta di questa magnifica giornata. Un'emozione inaspettata, da togliere il fiato!
(PS: Purtroppo, la visita di Salsomaggiore Terme, salterà, dovendo rientrare velocemente a casa, al termine del nostro giro in bici, a causa di un lutto in famiglia. Sarà per un'altra volta!)



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