Il vero viaggiatore sa che il viaggio è importante quanto la meta. Anzi spesso di più, perché esso è movimento, trasformazione, conoscenza. Tuttavia egli, raggiunta la meta, sa come goderla; la vive, e poi, quando vuole, riparte verso un'altra destinazione.

mercoledì 2 ottobre 2013

19/07/2013: anello COL PERER e CIMA DI CAMPO da Arsiè (BL – Veneto) in bici da corsa


(km 53 – 1253 metri di dislivello)

Una vacanza tra le province di Vicenza, Treviso, Belluno e Trento in bici e camper
(6° giorno)

Ieri sera abbiamo lasciato la bella area di sosta di Valstagna per trasferirci ad Arsiè, che si trova soltanto a 20 km di distanza, dall’altra parte del Brenta, sulla strada per Feltre. Il parcheggio, alle spalle del municipio, è stato l’ideale per la sosta notturna, essendo, tra l’altro, all’imbocco della salita al Col Perer, nostra meta odierna. Oggi nessun dubbio sulla scelta della bici: quella da corsa va benissimo, perché percorreremo soltanto strade asfaltate. Partiamo puntando subito le ruote verso l’alto. 9 km per arrivare al Col Perer (1.026 metri alt.), 19 km, invece, per raggiungere Cima di Campo (1.440 metri alt.). Una volta superate le frazioni di Mallame e Rivai, la strada diventa completamente deserta e tranquilla. 
Però non c’è un metro d’ombra e fa già un gran caldo. Superato il primo colle e attraversato un piccolo altopiano,  ci inoltriamo, con gran sollievo, in una fitta pineta. Siamo intorno ai 1000 metri di quota e circa a metà salita. Mancando i panorami, mi distraggo guardando i fiori a bordo strada. Sono tanti e bellissimi, di ogni colore: viola, bianchi, gialli, fucsia, azzurri … un tappeto variopinto e di una bellezza unica, che solo la natura sa creare. Ed eccoci a Cima di Campo. Adesso lo sguardo può perdersi più lontano, almeno quel tanto che la foschia permette. 
Scendiamo dolcemente lungo il crinale della montagna fino ad un bivio, in prossimità di un ristorante, dove deviamo a destra per Arina. Percorriamo alcuni chilometri di saliscendi finchè inizia la discesa vera e propria. Si vede che il manto stradale è appena stato rinnovato; è liscio come un velluto e mi verrebbe voglia di mollare un po’ i freni. Non l’avessi mai pensato! Improvvisamente l’asfalto s’interrompe e ci troviamo davanti uno sterrato. Che fare? E chi ha voglia di tornare indietro? Sembra quasi una strada bianca. Beh, io ci provo … speriamo che due camere d’aria bastino in caso di foratura. 
Scendo con cautela, aguzzando la vista, nella ricerca della via migliore in cui far scorrere le ruote. Per fortuna, dopo circa 1 km e mezzo, ricompare l’asfalto. Neanche il tempo di ringalluzzirmi, che ritorna di nuovo lo sterrato e poi uno sterrato con un po’ d’asfalto, che via via prende il sopravvento sullo sterrato, per divenire, poi, definitivamente asfalto. Avvisare che la strada è a fondo misto evidentemente costava troppo. Qui il panorama è davvero grandioso, con le dolomiti sullo sfondo. Laggiù, invece, racchiusa tra i monti, la vallata feltrina. 
Adesso, però, mi devo concentrare su questa lunga, ripida discesa, dai tornanti infiniti e molto stretti. Per fortuna non c’è nessuno, così posso allargare a sinistra e chiudere bene a destra. Quando arrivo al fondovalle mi gira la testa, ma non mi sfugge, al bivio, la strada che sale al Passo Brocon. Che tentazione! Se fossi stata sola ci avrei fatto un pensierino. A dir la verità ci saremmo potuti arrivare anche da Cima Campo, ma, non sempre oso proporre, a chi mi accompagna, una trasgressione al percorso stabilito. Perciò, tirem innanz. Un tratto di risalita e poi sbuchiamo sula SR 50, detta anche del Rolle, ampia e trafficata.
Fine di un sogno ... siamo ritornati alla civiltà. Poco più avanti, aggiriamo una galleria, percorrendo la vecchia strada che fiancheggia il torrente Cismon. Giunti ad una rotonda, prendiamo la prima via a destra per Frassenè, un percorso ciclabile segnalato da un cartello marrone. Costeggiamo, quindi, la sponda destra del Cismon, il quale, dopo essere entrato ed uscito dal Lago del Corlo, si getta nel Brenta. Noi, invece, nei pressi del lago, deviamo a destra, verso Arsiè, dove concludiamo anche oggi il nostro piccolo anello. Dopotutto siamo in vacanza e vogliamo concederci pure qualche ora di relax.
Decidiamo di spostarci al campeggio sul lago per trascorrere il resto della giornata in un luogo più gradevole. Il gestore non è dei più accoglienti. Ci informa che con la formula “camper stop” di 15 euro non possiamo rimanere più di una notte (dalle 17 alle 10). Chissà perché, l’area camper è deserta … Inoltre ci avvisa che non possiamo neppure usufruire dei servizi del campeggio. Anche la voglia di pizza rimane insoddisfatta. Quest’anno il ristorante-pizzeria è chiuso. Adesso capisco perché non c’è quasi nessuno!


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