Il vero viaggiatore sa che il viaggio è importante quanto la meta. Anzi spesso di più, perché esso è movimento, trasformazione, conoscenza. Tuttavia egli, raggiunta la meta, sa come goderla; la vive, e poi, quando vuole, riparte verso un'altra destinazione.

sabato 28 settembre 2013

15/07/2013: MONTE GRAPPA DA SEMONZO in bici da corsa (18,6 km di salita – 1562 metri di dislivello)


Un anello di 61 km e 1700 metri circa di dislivello in bici da corsa

Una vacanza tra le province di Vicenza, Treviso, Belluno e Trento in bici e camper 
(2° giorno)

Partiamo dall’Agricamp di Bassano del Grappa e, tenendo la sinistra, ci troviamo subito all’incrocio con la strada per Romano d’Ezzelino. Procediamo per 2 Km, fino a Semonzo, dove vediamo l’indicazione a sinistra per Cima Grappa. Ho pensato di scalare il Monte Grappa da questo versante, meno conosciuto, sia perché, pur essendo la salita più corta rispetto a quella di Romano, è più impegnativa, ma, soprattutto, perché mi auguro sia più tranquilla.
Il massiccio del Grappa è immenso e ben individuabile. Sorge tra il Brenta, ad ovest, e il Piave, ad est. Davanti, la pianura trevigiana e, alle spalle, quella feltrina.
La strada sale subito a tornanti; ne contiamo 21 nei primi 9 km. Sono abbastanza distanti l’uno all’altro e soltanto i rettilinei si trovano all’ombra del bosco, mentre i tratti in curva sono esposti ai raggi del sole. La pendenza è regolare, senza strappi e si mantiene tra l’8 ed il 9%. Man mano che saliamo, le pareti della montagna diventano sempre più verticali. Guardo in alto, alla mia sinistra, quegli alberi e quelle rocce che sfidano la forza di gravità. Mi chiedo come facciano a non staccarsi dal suolo che a fatica li trattiene. Alla mia destra, invece, uno strapiombo da vertigine. Passiamo sotto un arco scavato nella roccia. Poco più avanti, eccone un altro. Che posto meraviglioso! 
Tra il 21° ed il 22° tornante incontriamo un paio di chilometri pianeggianti, fino a Campo Croce. Da questa località la strada si restringe e s’impenna. Non c’è più respiro. Circa 8 km sempre tra il 12 e il 16%. Prati, pascoli e un caldo asfissiante, nonostante ci stiamo avvicinando ai 1800 metri di quota. 
All’improvviso ci troviamo immersi in un imprevisto e spesso strato di nuvole. Rabbrividisco, anche perché, per un breve tratto, la strada scende leggermente per poi impennarsi ancor di più, ma forse è soltanto una mia impressione. Il paesaggio circostante è celato dalla nebbia. Tutto è ovattato e silenzioso. Un’atmosfera surreale, da thriller. 
L’incrocio con la strada che sale da Romano d’Ezzelino o da Feltre pone fine alla nostra fatica. La pendenza ritorna più umana e ormai siamo quasi arrivati a Cima Grappa. Facciamo una visita all’ossario, dove sono sepolti 55.000 soldati italiani, oltre a 10.000 soldati austroungarici. Spengo il lettore MP3, per rispetto verso questi giovani che persero la vita “per riscattare la libertà e la dignità del nostro Paese”, Paese che oggi sta andando alla deriva, che rischia di affondare, ad ogni pié sospinto, per colpa di governi ladroni ed incapaci. Valeva la pena tutto questo sacrificio di vite umane per ridurci così? Con l’amaro in bocca, andiamo a recuperare le bici. 
Decidiamo di affrontare la discesa verso Romano d’Ezzelino. Sono circa 25  km, ma le pendenze non superano mai il 10%. Inoltre la salita (nel nostro caso, la discesa) è intervallata da un lungo falsopiano in contropendenza. E’ bello anche questo versante, ma, essendo quello più noto, è battuto da una moltitudine di ciclisti e motociclisti, nonché da auto e pullman, in particolar modo nei fine settimana. Oggi, invece, è lunedì e c’è poca gente in giro; è quasi tutto per noi. 
Ci godiamo in santa pace lo spettacolo:  le pinete, le mucche al pascolo, le pozze d’acqua dove vanno ad abbeverarsi gli animali, anche quelli selvatici, che vivono su questa montagna, i fiori multicolori che spuntano dalla pietre a bordo strada e, poi, più a valle, vasti panorami sulla pianura. Concludiamo il nostro anello nel centro storico di Bassano del Grappa. Punto come un segugio la gelateria di ieri per un mega cono ipercalorico. Sono monotona, lo so, ma il gelato non mi basta mai. 



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