Il vero viaggiatore sa che il viaggio è importante quanto la meta. Anzi spesso di più, perché esso è movimento, trasformazione, conoscenza. Tuttavia egli, raggiunta la meta, sa come goderla; la vive, e poi, quando vuole, riparte verso un'altra destinazione.

mercoledì 7 marzo 2012

11/12/11: Da Riva del Garda al Lago di Ledro (4° giorno) (30 km tra andata e ritorno – 600 metri di dislivello in mountain bike)

La pista ciclabile da Torbole a Riva del Garda corre a pochi metri dalla sponda del lago 

Come sempre, il tempo scorre inesorabile e siamo già arrivati all’ultimo giorno di vacanza. Con le poche ore che abbiamo a disposizione, decidiamo di salire al Lago di Ledro. Un percorso che io immaginavo molto facile e anche alla portata dei ragazzini, ma che, alla fine, rivelerà le sue piccole insidie. Ormai la pista ciclabile da Torbole a Riva del Garda la potremmo fare ad occhi chiusi, ma sarebbe un vero peccato, perché è troppo bella e non mi stancherò mai di passarvi. 

La vecchia strada del Ponale che collega il lago di Garda al lago di Ledro

Anche la vecchia e splendida strada del Ponale, già ampiamente descritta in altro post, non  ha più segreti per noi. 


Invece, giunti al bivio per Pregasina, che questa volta ignoriamo, continuiamo a salire, tenendo la destra, per circa 2 km facili. Usciamo, quindi, sulla strada principale, proprio in corrispondenza della fine di una galleria, e proseguiamo ancora per 300 metri su asfalto. 


Prendiamo, poi, la strada sterrata che si stacca a sinistra, la quale attraversa, per circa 6 km, piccoli boschetti, costeggiando un ruscello che scende a valle tra massi ricoperti di muschio verde. 


La pendenza è abbastanza dolce, ad eccezione di alcuni strappetti al 20%, in prossimità dei quali c’è un cartello che consiglia di salire con la bici a mano e che noi snobbiamo ridendo. Attraversiamo Prè e, appena fuori dal paese, lasciamo a destra la strada principale per imboccarne un’altra più stretta e impervia. 


Questi sono gli ultimi 2 km più impegnativi, con una rampa di circa 200 metri verso la fine ad una pendenza che non so quantificare, perché il Garmin non è stato in grado di rilevare. Superata Molina, ci troviamo sul lungolago di Ledro, ovviamente deserto in questa stagione. 


Una strada fa il periplo del piccolo bacino, ma oggi non abbiamo tempo a sufficienza per percorrerla e ci rassegniamo a rientrare. Dietro front! Stesso percorso fatto all’andata, ma, anziché riprendere la bella strada a fianco della galleria, abbiamo la malaugurata idea di tornare a Riva attraverso un ripido sentiero, che poi scopriremo essere solo pedonale, roccioso e a gradoni. 


A questo punto, però, indietro non si torna. Bici in spalla e, con grande fatica e non poca difficoltà, sbuchiamo di nuovo sulla vecchia strada del Ponale. 


Scendiamo gli ultimi chilometri con calma, per goderci ancora per qualche istante il magnifico panorama lacustre e, infine, quando la luce del giorno comincia a spegnersi, un po’ a causa delle nuvole e un po’ perché a dicembre la notte arriva molto presto, ripercorriamo a ritroso la pista ciclabile fatta al mattino, con un po’ di malinconia per questa vacanzina che ormai sta per volgere al termine.




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